Archivio della categoria: Social media marketing

Quali sono le figure che formano una web agency

L’obiettivo principale di una web agency, è quello di fornire ai propri clienti, tutti i servizi e le competenze necessarie a creare siti web ottimizzati e ad attuare strategie aziendali di web marketing efficaci.

Per assolvere correttamente a queste funzioni, è necessario che una web agency, si avvalga della collaborazione di una moltitudine di figure professionali diverse e complementari tra loro.
Ecco di seguito quali sono le principali tipologie di professionisti del web, di cui una web agency di successo non può assolutamente fare a meno:

Programmatore: è colui che si occupa di dar vita ad un sito web attraverso un corretto linguaggio di programmazione. Il suo ruolo è fondamentale in quanto un sito programmato in maniera efficace, sarà veloce, sicuro e modificabile in maniera semplice.

Specialista della SEO: ricopre un incarico importantissimo. La sua funzione è complementare a quella svolta dal programmatore, poiché il suo compito è quello di mettere in atto tutte le strategie necessarie, per posizionare un sito tra i primi risultati dei motori di ricerca.

Web Marketer: è il professionista che si occupa di redigere una strategia di marketing personalizzata per ogni tipo di azienda. Lavora a stretto contatto con lo specialista SEO.

– Specialista nell’inserimento dati: si occupa dell’inserimento delle informazioni relative ai prodotti o i servizi offerti da un e-commerce. Sembra un’attività poco complessa e superficiale ma in realtà svolge un ruolo molto importante per l’ottimizzazione di un sito.
I dati devono essere inseriti sempre in ottica SEO.

Web designer: il suo compito è quello di curare l’aspetto grafico di un sito web, che dovrà risultare gradevole e facile da utilizzare.

Analista del web: si occuperà dell’analisi dei dati relativi alle prestazioni del sito che saranno rilasciati da strumenti come Google Analytic. In base ai risultati delle analisi potrà suggerire eventuali modifiche al Web Marketer.

Nel complesso, ogni figura è essenziale ma necessita della presenza della figura professionale ad essa complementare.

La figura del social network manager in un mondo ormai 2.0

Il mondo di oggi viaggia su una piattaforma 2.0, in cui i social network hanno ormai stravolto tutte le abitudini, tanto che la maggior parte delle persone trascorre mediamente due ore al giorno incollata al pc. Il rapporto tra l’essere umano e i social network, ha raggiunto livelli altissimi, diventando così base di studio tra i sociologi e antropologi. La nuova generazione, ma non solo, usa i social ne twork come una sorta di diario segreto, dove si condivide, si pubblica, ci si aggiorna sugli eventi che circondano la propria vita quotidiana. Le persone che usano i social, sono in costante crescita, tant’è che dal 2014 al 2015 vi è stato un incremento del 12%, mentre in relazione agli utenti che usano i social sul proprio smartphone, sono addirittura aumentati del 49%. In Italia si registrano più di 30 milioni di persone attive online.
Vari studi sul marketing hanno appurato che, pubblicizzare la propria attività sui social network è un punto di forza, poiché viene visualizzato da moltissimi utenti. La concorrenza è sempre più spietata, quindi bisognerebbe escogitare qualche rimedio per contrastarla.

Chi è il Social Network Manager.
Avere uno spazio online, in particolare su un social network o un blog, e usarlo come strumento di marketing, è la soluzione ideale per ampliare il proprio business. Sicuramente è necessario l’aiuto di un professionista in grado di mettere in atto tutto ciò. Ecco il motivo per il quale la figura del Social Network Manager in un mondo ormai 2.0 è diventato una svolta. In Italia questa figura non è ancora molto diffusa, infatti ci sono pochissime società che hanno al loro interno un esperto di Marketing, che gestisce l’attività online, mirando ad accrescere il rapporto di comunicazione tra società e social network o blog.
Il Social Network Manager gestisce queste pagine sui social, e cerca di rispondere al posto dell’imprenditore, alle innumerevoli domande che gli utenti pongono alla società ogni giorno. Il fatto di far emergere la propria azienda attraverso dei social, sicuramente ha anche delle controindicazioni, infatti, sicuramente sarà sottoposta a continue critiche da parte della concorrenza o da clienti scontenti e pignoli, ma nessun problema, sarà proprio lui a difendere la reputazione online della società stessa. Per attirare sempre più utenti, nella propria pagina, il Social Network Manager dovrà fare in modo di pubblicare costantemente notizie, offerte o prodotti dell’ultima ora. Il poter attirare continuamente nuove persone servirà anche per far salire la propria posizione sui motori di ricerca, poiché essere in prima pagina è lo strumento fondamentale per pubblicizzare il tutto. Quindi se si vuole cre scere, non solo a livello locale, ma anche a livello internazionale, occorre che ci si affidi a tale figura per la gestione professionale della propria attività online.

Come si diventa Social Network Manager
Il ruolo del Social Network Manager professionista, non è adatto a tutti, infatti per acquisire le giuste competenze esistono diversi corsi di formazione di svariate ore. Il corso prevede degli step, tra i più importanti ci sono:
– 1 Strategie di Marketing, e come acquisire molti clienti;
– 2 profonda conoscenza delle innumerevoli potenzialità che i social network principali come ad esempio Facebook, Instagram, Tweeterpossono offrire;
– 3 diversi consigli su quanto sia remunerato questo lavoro.

Quanto costa mantenere un Social Network Manager?
Gestire una pagina online richiede tempo e pazienza, da soli in modo corretto e proficuo è sicuramente un’impresa impossibile, tant’è che potrebbe sottrarre del tempo alla gestione della propria attività. Le due cose non coesistono facilmente. Avere la presenza di questa figura è importante. Essendo una figura professionale, ha un suo costo, ma allo stesso tempo influenza il profitto della società con la propria azione.
Lo si può considerare una sorta di investimento per massimizzare la rendita della propria attività.
Sicuramente il prezzo varia a seconda del manager che si sceglie per farsi seguire, ma mediamente il costo è di un 40,00€ l’ora.

Puntare sul web con l’e-commerce


Negli ultimi anni tutte le grandi aziende stanno puntando sulla vendita online infatti è facile notare come grandi marchi di abbigliamento stiano cambiando i propri siti da vetrina a e-commerce e contemporaneamente stiano puntando sulla pubblicità online.
Per pubblicità online s’intende principalmente tutto ciò che riguarda il web marketing e il posizionamento nei motori di ricerca il quale sta diventando un business sempre più richiesto proprio perché a quanto sembra gli utenti non fanno altro che cercare ed acquistare online.
Il Seo è un’attività che sta coinvolgendo notevolmente i siti di e-commerce insieme naturalmente al Pay per click il quale sebbene sia più immediato è anche molto più caro e se non utilizzato in maniera corretta per niente utile.
Proprio per tale ragione non è consigliabile il fai da te in quanto sebbene possa sembra semplice da impostare, una campagna pay per click deve comunque seguire determinati parametri e strategie che possano effettivamente portare conversioni.
Al pay per click possiamo abbinare un’attività di link building la quale serve appunto per migliorare il posizionamento di un sito per determinate parole chiave.
Certamente avere un sito di e-commerce non pubblicizzato è un investimento al quanto inutile visto che difficilmente porterà visite e dunque vendite, quindi è essenziale fare una pino marketing per avere un ritorno.

 

10 consigli social per le aziende

Da qualche anno anche in Italia le aziende, almeno quelle più “illuminate”, hanno capito quanto sia importante la presenza online. Oltre che attraverso il sito web, che ormai possiamo definire sdoganato, i brand iniziano a fare la loro comparsa anche sui social network, da Facebook a Twitter fino al canale YouTube piuttosto che Filckr. Molto spesso però, forse anche per un’errata percezione dell’importanza di questi mezzi, ci si affida a una gestione dei canali aziendali di tipo amatoriale che può portare a risultati negativi se non addirittura disastrosi.
Per questo, qui ad Estrogeni, abbiamo accolto con piacere l’invito di Magazine Blog Network, preparando questo vademecum con i nostri 10 consigli su come gestire gli spazi social aziendali.

1. I numeri sono relativi. Sui social media spesso sembra che conti solo la quantità di fan o di follower, tanto che si è arrivati alla vendita di “pacchetti” di utenti a migliaia, con sconti convenienza e 3×2 da supermarket. Noi siamo decisamente contrari a questa dinamica, pensiamo che siano gli utenti attivi a contare realmente, ovvero chi è consapevolmente fan o follower di un brand e portatore quindi di valore per gli spazi aziendali. Meglio 100 fan con cui confrontarsi e dialogare, quindi, che 1.000 follower “fantasma”.

2. Coltivate gli spazi giorno per giorno. Vale per Facebook e ancora di più per Twitter: i social network richiedono costanza, presenza, attenzione. È importante aggiornare gli spazi almeno un paio di volte a settimana, ma soprattutto è fondamentale essere presenti quando si è interpellati dagli utenti. Mai lasciare chi vi segue senza risposte, specialmente quando arrivano domande di assistenza o critiche rispetto a una problematica riscontrata con un prodotto.

3. Diversificate il linguaggio. I network si differenziano non solo per il concept alla base, ma soprattutto per i differenti utenti che li frequentano. Nell’utilizzare i social network, occorre adottare una comunicazione che si addica al target di riferimento e alla reti che si vanno a costituire. L’epic fail del social media marketing è condividere lo stesso messaggio su tutte le piattaforme.

4. Pensare prima di rispondere. Le peggiori crisi per i brand sui social media sono quasi sempre derivate da risposte polemiche date impulsivamente da chi gestiva l’account aziendale. Il consiglio quindi, quando si riceve una critica o una lamentela, è: analizzate con serenità la critica ricevuta, prendetevi anche qualche minuto in più per pensare a una risposta che sia conciliante e smorzi la polemica sul nascere, anche se pensate di avere ricevuto una critica ingiusta. Agire impulsivamente e in maniera provocatoria, viceversa, non porterà mai a nulla di buono.

5.  Non eliminate commenti e critiche. Possiamo considerarlo quasi un corollario del consiglio precedente: oltre a rispondere senza alimentare la polemica, va assolutamente evitata la cancellazione delle critiche. Un’azione del genere sarebbe immediatamente bollata come censura, provocando una pioggia di critiche a cascata da parte sia dell’autore del primo commento che degli altri utenti che seguono il brand. Inoltre, spesso chi lancia una critica, proprio prevedendo una possibile cancellazione, ne fa uno screenshot per poi denunciare la censura di chi gestisce la pagina, provocando un effetto boomerang.

6.  L’onnipresenza non paga. Ogni social network ha le sue caratteristiche, la sua popolazione, le sue modalità d’uso e le sue finalità specifiche. Essere presenti su tutti i social possibili e immaginabili solo per fare numero, non ha senso. Ogni brand dovrebbe chiedersi dove ha senso esserci e dove invece non è necessario. Quando pianifichiamo le strategie per i nostri clienti siamo sempre molto attenti a scegliere i social più utili e in target, senza cadere nella tentazione di utilizzare quelli più “alla moda” solo per fare colpo.

7.  Non siate monotematici. Ricordate che chi vi segue ha anche altri interessi nella vita oltre al vostro brand e probabilmente non è interessato a ricevere ogni giorno decine di informazioni su di voi. Cercate quindi di interessare la vostra audience con notizie relative al vostro settore, anche se non si parla esplicitamente del vostro marchio. Ciò vi aiuterà a stabilire un dialogo continuato con i vostri follower, rendendoli più ricettivi quando avrete notizie interessanti sulla vostra azienda. Per i nostri clienti progettiamo piani editoriali, condivisi e approvati, che spaziano su differenti aree d’interesse per evitare di annoiare.

8.  Apritevi e condividete. Non pensate a chi vi segue come a un pubblico esclusivamente ricevente. I social media non sono la TV, voi non siete broadcaster e i vostri follower non sono spettatori. Chiedete consigli, opinioni e preferenze anche su aspetti interni all’azienda. Dal feedback dei vostri fan, potreste ricevere intuizioni utili per migliorare i vostri prodotti e fare felici vostri clienti. I social possono essere uno strumento migliore (e più economico!) dei focus group. Proprio per questo offriamo ai nostri clienti uno strumento dedicato specificamente all’analisi delle conversazioni in rete, Thread-Off.

9.  Individua l’opinion leader. All’interno delle reti, anche se lo sharing del sapere permette un equilibrio dei membri che le costituiscono, sono presenti diversi “opinion leader”. Elemento portante per alcune tematiche, semplice follower per altre, l’opinion leader riscuote una grande considerazione dagli altri individui che costituiscono la rete. Egli sarà lo “starnutatore” che veicolerà la viralità del brand. Non bisogna temere un opinion leader, per le sue conoscenze/capacità, ma sfruttarle per diffondere il brand attraverso di esse.

10.  Non dimenticate il reale. Infine, il passaggio dall’online all’offline. Qualsiasi brand ha una sua “trasposizione” reale, che permette la veicolazione dei valori che lo costituiscono. Non dimenticate mai di relazionarvi direttamente con i vostri follower, attraverso attività fisiche. Aperitivi, riunioni, caffè, brainstorming, eventi o semplicemente una stretta di mano, rafforzeranno non solo la vostra brand awareness, ma andranno a costituire i nodi fondamentali di ogni network.

Estrogeni – Additivi per la comunicazione

Estrogeni è una web-agency specializzata nell’ambito dell’unconventional marketing. Attiva dal 2003, è forte delle decennali esperienze dei soci operativi maturate nelle grandi multinazionali dei loro settori di competenza. Tra i principali brand per cui lavora, Wind, Infostrada, Bayer, Trenitalia, Bim Distribuzione, Eagle Pictures, Equitalia, Pietro Coricelli.