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10 consigli social per le aziende

Da qualche anno anche in Italia le aziende, almeno quelle più “illuminate”, hanno capito quanto sia importante la presenza online. Oltre che attraverso il sito web, che ormai possiamo definire sdoganato, i brand iniziano a fare la loro comparsa anche sui social network, da Facebook a Twitter fino al canale YouTube piuttosto che Filckr. Molto spesso però, forse anche per un’errata percezione dell’importanza di questi mezzi, ci si affida a una gestione dei canali aziendali di tipo amatoriale che può portare a risultati negativi se non addirittura disastrosi.
Per questo, qui ad Estrogeni, abbiamo accolto con piacere l’invito di Magazine Blog Network, preparando questo vademecum con i nostri 10 consigli su come gestire gli spazi social aziendali.

1. I numeri sono relativi. Sui social media spesso sembra che conti solo la quantità di fan o di follower, tanto che si è arrivati alla vendita di “pacchetti” di utenti a migliaia, con sconti convenienza e 3×2 da supermarket. Noi siamo decisamente contrari a questa dinamica, pensiamo che siano gli utenti attivi a contare realmente, ovvero chi è consapevolmente fan o follower di un brand e portatore quindi di valore per gli spazi aziendali. Meglio 100 fan con cui confrontarsi e dialogare, quindi, che 1.000 follower “fantasma”.

2. Coltivate gli spazi giorno per giorno. Vale per Facebook e ancora di più per Twitter: i social network richiedono costanza, presenza, attenzione. È importante aggiornare gli spazi almeno un paio di volte a settimana, ma soprattutto è fondamentale essere presenti quando si è interpellati dagli utenti. Mai lasciare chi vi segue senza risposte, specialmente quando arrivano domande di assistenza o critiche rispetto a una problematica riscontrata con un prodotto.

3. Diversificate il linguaggio. I network si differenziano non solo per il concept alla base, ma soprattutto per i differenti utenti che li frequentano. Nell’utilizzare i social network, occorre adottare una comunicazione che si addica al target di riferimento e alla reti che si vanno a costituire. L’epic fail del social media marketing è condividere lo stesso messaggio su tutte le piattaforme.

4. Pensare prima di rispondere. Le peggiori crisi per i brand sui social media sono quasi sempre derivate da risposte polemiche date impulsivamente da chi gestiva l’account aziendale. Il consiglio quindi, quando si riceve una critica o una lamentela, è: analizzate con serenità la critica ricevuta, prendetevi anche qualche minuto in più per pensare a una risposta che sia conciliante e smorzi la polemica sul nascere, anche se pensate di avere ricevuto una critica ingiusta. Agire impulsivamente e in maniera provocatoria, viceversa, non porterà mai a nulla di buono.

5.  Non eliminate commenti e critiche. Possiamo considerarlo quasi un corollario del consiglio precedente: oltre a rispondere senza alimentare la polemica, va assolutamente evitata la cancellazione delle critiche. Un’azione del genere sarebbe immediatamente bollata come censura, provocando una pioggia di critiche a cascata da parte sia dell’autore del primo commento che degli altri utenti che seguono il brand. Inoltre, spesso chi lancia una critica, proprio prevedendo una possibile cancellazione, ne fa uno screenshot per poi denunciare la censura di chi gestisce la pagina, provocando un effetto boomerang.

6.  L’onnipresenza non paga. Ogni social network ha le sue caratteristiche, la sua popolazione, le sue modalità d’uso e le sue finalità specifiche. Essere presenti su tutti i social possibili e immaginabili solo per fare numero, non ha senso. Ogni brand dovrebbe chiedersi dove ha senso esserci e dove invece non è necessario. Quando pianifichiamo le strategie per i nostri clienti siamo sempre molto attenti a scegliere i social più utili e in target, senza cadere nella tentazione di utilizzare quelli più “alla moda” solo per fare colpo.

7.  Non siate monotematici. Ricordate che chi vi segue ha anche altri interessi nella vita oltre al vostro brand e probabilmente non è interessato a ricevere ogni giorno decine di informazioni su di voi. Cercate quindi di interessare la vostra audience con notizie relative al vostro settore, anche se non si parla esplicitamente del vostro marchio. Ciò vi aiuterà a stabilire un dialogo continuato con i vostri follower, rendendoli più ricettivi quando avrete notizie interessanti sulla vostra azienda. Per i nostri clienti progettiamo piani editoriali, condivisi e approvati, che spaziano su differenti aree d’interesse per evitare di annoiare.

8.  Apritevi e condividete. Non pensate a chi vi segue come a un pubblico esclusivamente ricevente. I social media non sono la TV, voi non siete broadcaster e i vostri follower non sono spettatori. Chiedete consigli, opinioni e preferenze anche su aspetti interni all’azienda. Dal feedback dei vostri fan, potreste ricevere intuizioni utili per migliorare i vostri prodotti e fare felici vostri clienti. I social possono essere uno strumento migliore (e più economico!) dei focus group. Proprio per questo offriamo ai nostri clienti uno strumento dedicato specificamente all’analisi delle conversazioni in rete, Thread-Off.

9.  Individua l’opinion leader. All’interno delle reti, anche se lo sharing del sapere permette un equilibrio dei membri che le costituiscono, sono presenti diversi “opinion leader”. Elemento portante per alcune tematiche, semplice follower per altre, l’opinion leader riscuote una grande considerazione dagli altri individui che costituiscono la rete. Egli sarà lo “starnutatore” che veicolerà la viralità del brand. Non bisogna temere un opinion leader, per le sue conoscenze/capacità, ma sfruttarle per diffondere il brand attraverso di esse.

10.  Non dimenticate il reale. Infine, il passaggio dall’online all’offline. Qualsiasi brand ha una sua “trasposizione” reale, che permette la veicolazione dei valori che lo costituiscono. Non dimenticate mai di relazionarvi direttamente con i vostri follower, attraverso attività fisiche. Aperitivi, riunioni, caffè, brainstorming, eventi o semplicemente una stretta di mano, rafforzeranno non solo la vostra brand awareness, ma andranno a costituire i nodi fondamentali di ogni network.

Estrogeni – Additivi per la comunicazione

Estrogeni è una web-agency specializzata nell’ambito dell’unconventional marketing. Attiva dal 2003, è forte delle decennali esperienze dei soci operativi maturate nelle grandi multinazionali dei loro settori di competenza. Tra i principali brand per cui lavora, Wind, Infostrada, Bayer, Trenitalia, Bim Distribuzione, Eagle Pictures, Equitalia, Pietro Coricelli.

Microimprese e social media: consigli per l’uso

Secondo l’ Epson Business Council – un comitato composto da quattro dei maggiori esperti di strategie aziendali in Europa – uno dei difetti fondamentali delle tattiche di utilizzo dei social media adottate dalle microimprese è l’idea che si debba entrare contemporaneamente in Facebook, Twitter e nelle altre piattaforme.
I nostri esperti sono fermamente convinti che utilizzare i social media fin dall’inizio della propria attività aiuti l’impresa sia ad aumentare il rendimento finanziario sia a risparmiare risorse, tempo e denaro. Tuttavia, i nostri esperti sono anche consapevoli dei limiti di risorse e personale che caratterizzano le microimprese e di conseguenza consigliano di sviluppare inizialmente una strategia di social media marketing semplice, per esempio concentrandosi sullo sviluppo, la gestione e l’aggiornamento di un unico profilo o micro blog.

In ogni caso, a prescindere dalla strategia scelta, l’Epson Business Council consiglia sempre di effettuare le seguenti attività:

– Sviluppare un proprio hub in rete dove conservare e gestire tutto il materiale intellettuale di proprietà dell’impresa. I dirigenti dovrebbero sempre assicurarsi di avere a portata di mano tutte le informazioni relative all’impresa, perché non si può mai sapere cosa potrà succedere a un hub di terzi, suggerisce l’imprenditore italiano esperto di social media Marco Montemagno.

– Mantenere la proprietà e il controllo delle informazioni e assicurarsi che i contenuti del sito web – una fonte di riferimento essenziale – siano sempre rilevanti e aggiornati, raccomanda il consulente tedesco Hasso Kaempfe, ex-presidente del consiglio di amministrazione di Mast Jägermeister AG.

– Registrare il marchio della società al momento della creazione dell’impresa e acquistare immediatamente i relativi nomi di dominio su tutte le reti di social media, consiglia l’imprenditore francese Alain Bosetti.

– Acquistare il dominio “Odio (il tuo marchio)” al momento della creazione dell’impresa in modo che nessun altro abbia la possibilità di entrarne in possesso, esorta l’esperto britannico Jo Fairley, co-fondatore della prestigiosa gamma di prodotti dolciari Green & Black’s.

Opinionisti, consumatori, giornalisti, clienti e potenziali dipendenti attivi nella sfera dei social media si aspettano che il tuo marchio abbia una presenza in rete. L’Epson Business Council riconosce che essere continuamente sotto gli occhi di tutti possa preoccupare e perfino essere un rischio. Tutti i membri del comitato concordano però sul fatto che rimanere sconosciuti abbia effetti ancora più negativi sul successo del marchio. I nostri esperti incoraggiano quindi le microimprese ad assumersi il rischio e a diventare attive nella sfera dei social media. È essenziale superare le incertezze, avere fiducia ed entrare a far parte del dialogo, ma i dirigenti delle microimprese devono anche ricordarsi che “di meno vuol dire di più” e quindi concentrarsi inizialmente su una sola piattaforma di social media.

Così facendo sarà più facile ottimizzare gli sforzi e svolgere varie attività contemporaneamente, come ad esempio comunicare notizie, partecipare al dialogo, acquisire clienti e reclutare nuovi talenti. Assumere personale tramite le piattaforme di social media può permettere a una microimpresa non solo di risparmiare milioni sui costi della pubblicità e della selezione, ma anche di accrescere la popolarità del proprio marchio.

Il grande imprenditore Alain Bosetti va perfino oltre e aggiunge che una forte strategia di social media marketing può aiutare la microimpresa anche a livello finanziario. Per esempio, può facilitare l’ottenimento di un prestito bancario. Dimostrare di avere una solida strategia di social media marketing, con numerosi seguaci in rete, può contribuire ad aumentare la propria credibilità e quindi la fiducia della banca.

Per le microimprese che vogliono assumere un approccio più creativo al social media marketing nelle fasi di avvio dell’azienda, Marco Montemagno fornisce alcuni consigli supplementari, che possono aiutare a risparmiare tempo e denaro e ad aumentare la produttività:
· Risparmiare tempo nella creazione dell’identità del marchio – uno dei compiti più importanti di una microimpresa agli inizi. Il crowdsourcing – richiedere un servizio a un ampio gruppo di persone

– tramite internet può aiutare enormemente a semplificare questo compito. Attraverso siti web come 99designs.com, i dirigenti di un’impresa possono contattare in pochi minuti migliaia di persone in tutto il mondo e richiedere idee creative per la creazione di loghi o siti web.
· Risparmiare denaro e risorse sulla produzione – usare internet per trovare i fornitori. Siti web come Alibaba.com, che offrono un’ampia banca dati di fornitori, possono aiutare le nuove imprese a esternalizzare la produzione con facilità e con un ridotto investimento finanziario.

I social media sono percepiti da alcune microimprese come un mezzo di comunicazione da sfruttare, ma che intimidisce e si presenta come una sfida. Tuttavia, un approccio strategico, pratico e semplice basato sui consigli e le informazioni dell’Epson Business Council può portare a un aumento dell’efficienza, ad attrarre nuovi talenti e consumatori e aiutare i dirigenti a creare un dialogo con il proprio pubblico. Tutto questo, in ultima analisi, consente di adattare al meglio la microimpresa al mercato.
Gruppo EpsonEpson, leader mondiale nell’innovazione e nell’imaging, ha come impegno primario quello di superare la visione e le aspettative dei clienti, in tutto il mondo, con tecnologie che garantiscono compattezza, riduzione del consumo energetico, alta precisione, attraverso una gamma di prodotti che va dalle stampanti, ai videoproiettori 3LCD per il business e la casa, sino ai dispositivi elettronici e al quarzo.
Con capogruppo Seiko Epson Corporation che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 70.000 dipendenti in 108 società nel mondo ed è orgoglioso di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente naturale globale e di sostenere le comunità locali nelle quali opera. http://global.epson.com

Environmental Vision 2050
Sulla base della propria storica di attività eco-responsabili, Epson è ora impegnata a raggiungere gli ambiziosi obiettivi posti dalla Environmental Vision 2050. Per ulteriori informazioni sulle attività eco-sostenibili di Epson, consulta: http://eco.epson.com

Epson Europe Epson Europe B.V. è la sede del gruppo in Amsterdam, Olanda, per la regione EMEAR (Europa, Medio Oriente, Russia e Africa). Epson Europa, per l’anno fiscale 2008, ha consolidato un fatturato di 1.569 milioni di Euro e conta circa 2.400 dipendenti. www.epson-europe.com

Epson ItaliaEpson Italia, sales company nazionale, per l’anno fiscale 2009, ha registrato un fatturato di oltre 200 milioni di Euro e impiega circa 150 persone. www.epson.it